Indebiti INPS: come difendersi in modo efficace

23 Mag 2025 | Fisco, INPS, Servizi Legali

Cosa sono gli indebiti INPS?

Trovarsi di fronte a degli indebiti INPS può causare frustrazione, specie quando la notifica arriva all’improvviso, magari anni dopo aver ricevuto una prestazione economica. Ma cosa significa, in concreto, trovarsi davanti a una “notifica di indebito”? Si tratta di una richiesta ufficiale da parte dell’INPS con cui l’ente previdenziale comunica di aver erogato una somma di denaro che, secondo le verifiche effettuate, non era dovuta. In altre parole, l’INPS sostiene che ci sia stato un errore – tuo, loro o di sistema – e chiede indietro una certa cifra.

Questa somma può riguardare moltissime prestazioni: pensioni, assegni sociali, NASpI (indennità di disoccupazione), bonus straordinari, invalidità o trattamenti integrativi. L’indebito INPS può derivare da cause diverse: una dichiarazione incompleta, la mancata comunicazione di un cambiamento reddituale, oppure un errore interno dell’INPS. In ogni caso, la comunicazione arriva di solito tramite raccomandata o posta elettronica certificata, ed è inserita anche nel fascicolo previdenziale dell’utente disponibile online sul sito ufficiale dell’INPS.

La notifica include l’importo da restituire, la motivazione, e le modalità per effettuare il pagamento o eventualmente presentare ricorso. È fondamentale non ignorarla, anche se si ha l’impressione che si tratti di un errore. Agire in modo tempestivo è l’unico modo per tutelarsi. In alcuni casi, infatti, la richiesta può essere legittima, ma in molti altri ci sono margini di opposizione, specialmente quando la somma è stata erogata per un errore dell’ente o quando il cittadino ha agito in buona fede.

Indebiti INPS, quando non sono dovuti: buona fede, errori dell’ente e prescrizione

Una delle prime domande che ci si pone di fronte a una notifica di indebito INPS è: “Devo davvero restituire questi soldi?” La risposta non è così semplice. In diversi casi, infatti, è possibile opporsi alla richiesta, e non solo per motivi tecnici. Esistono situazioni in cui il rimborso non è dovuto, anche se la somma è stata effettivamente percepita.

La giurisprudenza, e la stessa INPS, riconoscono il principio secondo cui il cittadino non è sempre obbligato a restituire importi erogati per errore. Secondo quanto previsto dalla Circolare INPS n. 195/2015, il recupero degli indebiti INPS può essere escluso quando la somma è stata ricevuta in buona fede, cioè senza che il beneficiario avesse modo di accorgersi dell’irregolarità. Se l’errore è interamente attribuibile all’ente, e il cittadino ha agito in modo trasparente e corretto, il principio di tutela dell’affidamento può bloccare la richiesta di restituzione.

Per contestare un indebito INPS si può ricorrere all’aspetto, spesso trascurato, della prescrizione del diritto al recupero. La legge prevede che l’INPS debba attivarsi entro cinque anni dal momento in cui ha conoscenza dell’errore. Se il termine è decorso, anche una richiesta fondata può risultare illegittima. Ecco perché è fondamentale esaminare bene la data della prestazione, la tempistica della notifica e i documenti in possesso.

Ogni situazione fa storia a sé: la stessa somma, percepita da due persone diverse, può dar luogo a esiti opposti. La restituzione delle somme da parte dell’INPS non è quindi scontata o sempre uguale. Rivolgersi ad un avvocato per la tutela legale contro l’INPS ti aiuterà a capire se l’indebito notificato è effettivamente dovuto oppure no.

Contestare l’indebito: come fare ricorso e i tempi da rispettare

Chi riceve una notifica di indebito INPS e ritiene che la richiesta sia ingiusta o viziata da errori ha il diritto di presentare opposizione. Contestare la richiesta non solo è possibile, ma in molti casi è l’unico modo per ottenere l’annullamento o la riduzione dell’importo. Il procedimento è regolato da scadenze e modalità ben precise.

La prima azione pratica da fare è quella di presentare una richiesta di riesame direttamente all’INPS. Si tratta di una procedura amministrativa in cui si chiede all’ente di rivedere la propria posizione, fornendo documenti e motivazioni a supporto della contestazione. Il riesame deve essere inoltrato entro 30 giorni dalla notifica, preferibilmente tramite il portale MyINPS, oppure con raccomandata A/R o PEC.

Se il riesame non viene accolto o non si riceve risposta entro 90 giorni, è possibile passare al ricorso giudiziario, da presentare presso il tribunale del lavoro territorialmente competente. In questo caso, i tempi per agire si allungano (60 giorni dalla comunicazione dell’esito), ma la tutela diventa maggiore. Il giudice può sospendere l’obbligo di restituzione e verificare la correttezza dell’intera procedura.

Molti cittadini rinunciano al ricorso per paura dei costi o per scarsa conoscenza dei propri diritti. In realtà, soprattutto in caso di importi rilevanti o situazioni particolari (invalidità, pensioni minime, reddito basso), la contestazione può avere ottime possibilità di successo. È quindi sempre consigliabile consultare un professionista che ti assista nel ricorso contro l’INPS e che ti fornisca adeguata tutela legale.

Ogni giorno di ritardo può limitare le opzioni disponibili, motivo per cui è importante non ignorare le notifiche di indebito INPS ma anzi, agire ed opporsi, se necessario

Quando rivolgersi a un legale per l’indebito INPS

Molti credono che una notifica di indebito INPS sia una semplice comunicazione tecnica, da gestire con un bonifico o con una rata mensile. In realtà, dietro queste richieste si nascondono spesso errori, illegittimità e situazioni in cui la restituzione non è affatto dovuta. Proprio per questo motivo, rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto previdenziale può fare la differenza.

Un legale esperto, quindi un avvocato specializzato negli indebiti INPS, può analizzare tutta la documentazione ricevuta, individuare eventuali irregolarità nella notifica e valutare la legittimità della pretesa. Inoltre, può assistere il cittadino nella redazione del ricorso o nella presentazione della domanda di riesame, evitando errori formali che possono compromettere l’esito della procedura.

In alcuni casi, il legale può anche proporre soluzioni alternative, come un piano di rateizzazione sostenibile o una richiesta di sgravio parziale dell’importo, soprattutto quando il recupero rischia di compromettere la dignità economica del soggetto coinvolto. La legge, infatti, tutela i soggetti fragili e riconosce il principio dell’equità sociale, specie in ambito previdenziale.

La consulenza di un legale permette di valutare con lucidità la situazione, senza cadere nella trappola dell’urgenza o della paura. Spesso, pagare subito non è la soluzione migliore: informarsi è sempre il primo passo per tutelare i propri diritti.

Perché ignorare gli indebiti INPS non conviene

Quando si riceve una notifica di indebito INPS, la tentazione di “lasciar perdere” è forte. Soprattutto se si ha l’impressione che si tratti di un errore evidente, o se la cifra da restituire sembra sproporzionata rispetto alle proprie possibilità economiche. Tuttavia, ignorare la comunicazione è la scelta più pericolosa che si possa fare.

In assenza di una risposta o di un ricorso formale, l’INPS può avviare automaticamente le procedure di recupero del credito. Questo significa che, dopo un certo periodo, l’ente può richiedere l’intervento dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con l’emissione di una cartella esattoriale. A quel punto, il cittadino si troverà a dover affrontare una procedura coattiva, con il rischio di vedersi pignorare il conto corrente o subire trattenute dirette sulla pensione.

Inoltre, ignorare la notifica può compromettere anche il diritto a ricevere future prestazioni. L’INPS può compensare l’indebito con altri pagamenti in arrivo, sospendere rimborsi fiscali o bloccare il versamento di assegni e bonus. In poche parole, si entra in un “circuito di congelamento” che può durare anni.

Hai ricevuto una notifica di indebito INPS e vuoi sapere se davvero sei tenuto a pagare? La nostra sezione legale è a tua disposizione per valutare gratuitamente il tuo caso e spiegarti i passi da fare.
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