La scadenza del 730 2026 è fissata al 30 settembre: è l’ultimo giorno utile per presentare la dichiarazione dei redditi relativa al 2025. Il termine vale per tutti, sia per chi invia la precompilata da solo dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, sia per chi si affida a un CAF o a un professionista abilitato. Conoscere per tempo le date della campagna dichiarativa aiuta a evitare la corsa dell’ultimo momento e, soprattutto, a incassare prima l’eventuale rimborso. Di seguito il calendario completo, con le tappe fissate dall’Agenzia delle Entrate, e cosa fare se il 30 settembre dovesse sfuggire.
Il calendario della dichiarazione 2026
La stagione dichiarativa segue tappe precise, definite dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 28 aprile 2026. Il modello 730 precompilato è disponibile in sola consultazione dal 30 aprile, mentre la fase di modifica e invio si apre il 14 maggio: da quel giorno il contribuente può accettare la dichiarazione così com’è, integrarla con spese e redditi mancanti oppure trasmetterla direttamente online.
Nel mezzo cadono un paio di date da segnare in agenda. Chi presenta il 730 entro il 31 maggio riceve il conguaglio già nella busta paga di luglio, mentre i pensionati lo vedono nel cedolino di agosto. Fino al 20 giugno, invece, resta possibile annullare un 730 già inviato e trasmetterne uno nuovo, una sola volta. Poi il calendario prosegue fino al traguardo del 30 settembre.
Perché conviene non aspettare settembre
Il termine del 30 settembre è uguale per tutti, ma la data in cui si invia la dichiarazione decide quando arriva il rimborso. Il principio è semplice: prima si presenta il 730, prima l’Agenzia elabora il conguaglio a credito.
Chi trasmette il modello tra maggio e giugno riceve in genere il rimborso nella busta paga di luglio o agosto, mentre chi si riduce agli ultimi giorni di settembre vede il conguaglio slittare ai cedolini di ottobre o novembre. Per chi presenta il 730 senza sostituto d’imposta, ad esempio perché rimasto senza datore di lavoro, il rimborso arriva direttamente dall’Agenzia sul conto corrente, con tempi più lunghi che possono estendersi tra fine anno e l’inizio del successivo. Anticiparsi conviene sempre a chi aspetta soldi indietro.
Cosa fare in caso di errori dopo l’invio
Capita di accorgersi di aver dimenticato una spesa detraibile o di aver inserito un dato sbagliato solo dopo aver trasmesso la dichiarazione. La strada dipende dal tipo di correzione. Se l’integrazione porta un maggior credito o un minor debito, cioè gioca a favore del contribuente, si può presentare un 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026, esclusivamente tramite un CAF o un professionista abilitato.
Quando invece l’errore comporta un debito più alto o un credito più basso, la correzione passa dal modello Redditi persone fisiche, con scadenza al 2 novembre 2026 (il termine ordinario del 31 ottobre cade di sabato). Sono due binari distinti, e capire quale seguire evita di complicarsi la vita con l’adempimento sbagliato.
I rischi del ritardo e della dichiarazione omessa
Superato il 30 settembre non è più possibile presentare il modello 730. Chi si accorge in ritardo di dover dichiarare i redditi ha comunque una via d’uscita: il modello Redditi PF entro il 2 novembre, oppure la dichiarazione tardiva entro 90 giorni da quella scadenza. Oltre i 90 giorni, però, la dichiarazione viene considerata omessa, e a quel punto le conseguenze si fanno pesanti.
Per l’omessa dichiarazione la sanzione va dal 120% al 240% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro, e si applica una multa da 250 a 1.000 euro anche quando non risulta nulla da versare al Fisco. C’è poi un effetto che sorprende molti: una dichiarazione omessa può bloccare il rilascio dell’ISEE e, di conseguenza, l’accesso a bonus e prestazioni sociali che dipendono da quell’indicatore. Rimandare troppo, insomma, rischia di costare ben oltre la semplice sanzione.
Presentare il 730 con il CAF: come ti aiutiamo
Affidarsi a un CAF offre un vantaggio che va oltre la comodità: il centro appone il visto di conformità e si assume la responsabilità dei controlli sulla documentazione fornita, il che protegge il contribuente da errori formali. L’operatore verifica la completezza dei dati, calcola i massimali delle detrazioni e segnala le spese detraibili che la precompilata non riporta in automatico, un aiuto utile soprattutto a chi ha spese sanitarie, mutuo, familiari a carico o redditi da affitto.
Noi di Alti Servizi seguiamo ogni anno i contribuenti di Roma est e dei Castelli Romani nella dichiarazione dei redditi, dal controllo della precompilata all’invio nei termini. Se vuoi presentare il 730 senza pensieri e magari incassare prima il rimborso, contattaci al più presto o passa in una delle nostre sedi: verifichiamo insieme la tua posizione e le detrazioni a cui hai diritto.
